Bilancio di un progetto che favorisce la domiciliarità e coinvolge le risorse del terzo settore

Centri di Solievo: "nodo" della rete di servizi alla persona, a sostegno delle famiglie con persone malate di dimenza

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Fine anno, tempo di bilanci. Il terzo, per il "Centri Solievo" dell'Alta Padovana, chiamati a raccogliere i risultati ottenuti, a delineare gli obiettivi futuri, e soprattutto a confermare l'impegno di istituzioni e associazioni, di volontari e di cooperative nel sostenere le famiglie che hanno in casa persone con demenza in fase iniziale e nel cercare di rallentare il decadimento delle funzioni cognitive residue delle persone malate.

Attualmente nell'Alta padovana sono attivi sei centri. Ai tre, costituiti nel 2014 a Camposampiero, Curtarolo e San Martino di Lupari, si sono aggiunti quelli di Campodarsego, Cittadella e Tombolo, per un'attività che ha coinvolto 34 famiglie.

L'obiettivo è che presto se ne aggiungano altri, in modo da offrire all'intero territorio una nuova rete di servizi alla persona, in grado di supportare le famiglie nel loro percorso assistenziale, favorire la domiciliarità e coinvolgere le risorse del terzo settore.

Tutti hanno sede in locali messi a disposizione gratuitamente dai Comuni, e normalmente - grazie all'impegno dei volontari dell'associazione Auser - sono aperti due mezze giornate alla settimana. Le cooperative Nuova Vita e Consorzio Arcobaleno collaborano nella fase di formazione, promozione e sviluppo con due psicologhe e altrettante educatrici. Ieri l'Ulss 15 e oggi l'Ulss 6, nell'ambito del Distretto 4 dell'Alta padovana, garantisce un coordinamento territoriale e assicuri metodologie comuni di erogazione del servizio e omogeneità di presa in carico.

I Centri Sollievo hanno dovuto affrontare in questi primi due anni di attività, barriere sociali e culturali, prima fra tutte la ritrosia iniziale delle famiglie a portare all'esterno situazioni difficili e percosi relazionali dolorosi. Determinante - assicurano Marta Salusti e Moira Tomasello, le due psicologhe della cooperativa Nuova Vita che operano nei sei Centri - è stato quel clima di serenità e di dialogo che i volontari sono riusciti a creare nei due incontri settimanali.

Un risultato, quest'ultimo, maturato grazie anche all'attività di formazione rivolta ai volontari, al supporto psicologico e informativo fornito ai famigliari, che con estrema fatica e dispendio di energie, si fanno carico nella quotidianità della difficile assistenza di persone dementi.