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Il mondo è cambiato, non la nostra voglia di credere e di sognare

 

Vent’anni di “Vita Nuova” merita una festa. A modo nostro. Con la sobrietà di chi conosce il valore del lavoro, con il calore di chi condivide in amicizia un lungo tratto di strada. Cogliendo nella scadenza un’opportunità per aggiornare le mappe del nostro viaggio, per stringere meglio le fila, permettere a fuoco le nuove mete. Per ritrovare, nella filigrana della nostra storia, quell’entusiasmo e quella spinta che portarono, nel luglio 1997, un gruppo di giovani a cogliere il vento nuovo che spirava nell’Alta padovana e nella Castellana. Un vento che parlava della possibilità di legare il bisogno di lavoro alle necessità della comunità, di superare la fragilità individuale con un progetto comune. E’ con questa miscela – fragilità, fiducia e ricerca di senso – che si è acceso e si alimenta il motore della cooperativa Nuova Vita. Oggi quella sfida si rinnova in un contesto nuovo e più complesso. All’esterno, perché sono cambiate le regole, il mercato, le risorse, in un tessuto sociale più fragile. All’interno, perché sono cambiate le persone, lo scenario, la fatica di relazionarsi con enti che chiedono nuove competenze e qualificazioni, perché si sono ridotte le risorse. Tutto questo rende più difficile il lavoro e complica la spinta imprenditoriale: due elementi che rischiando di indebolire quella spinta motivazione vitale che rappresenta il valore aggiunto della cooperazione sociale. E’ necessario, dunque, individuare e modulare nuove strategie, con la consapevolezza che la strada maestra rimane quella di sempre: essere contemporaneamente motori di sviluppo, capaci di intercettare e di rispondere ai bisogni plurimi. Tutto questo richiede formazione, aggiornamento, capacità di andare a vedere gli altri, di parlarsi, di creare alleanze, di essere costruttori di reti sociali.

E ancora: efficaci nel promuovere alleanze trasversali, tessere relazioni fiduciarie, attivare idee, progetti e risorse. Come nel 1997, per l’appunto. La forza e la bellezza dell’essere cooperativa è che quanto sognato, quanto immaginato, quanto condiviso da più persone, può diventare una realtà e portare beneficio ad un’intera comunità. «Camminando s’apre il cammino», sosteneva Sant’Agostino. “Aprire il cammino” è la motivazione prima che in questi anni ha ispirato le nostre scelte, in coerenza con la nostra idea di servizio, in armonia con i nostri sogni. Dalla festa di questi primi vent’anni non possiamo che uscire con l’impegno di proseguire in questo solco, occupandoci sempre più del ben-essere delle persone, di nutrire l’immaginazione, di non perdere mai il gusto di inventare cose nuove. Cercando di contaminare l’intero territorio, affinché ci sia posto per i sogni. Perché noi saremo solo quello che sapremo immaginare.

Armando Mattesco